POCO SONNO NUOCE AL METABOLISMO

by Marco Orselli on 21 febbraio 2017

Dato che un sonno insufficiente o disturbato complica spesso malattie metaboliche come il diabete di tipo 2 e l’obesità, migliorare la qualità del riposo notturno dovrebbe essere un obiettivo per prevenire e forse anche curare, tali disturbi.

Questo, almeno, è il parere degli autori di un articolo di revisione dal titolo pubblicato sulla rivista “The Lancet Diabetes Endocrinology”. «La salute metabolica è, oltre alla predisposizione genetica, largamente dipendente da fattori comportamentali come le abitudini alimentari e l’attività fisica» esordisce Sebastian Schmid, ricercatore al Dipartimento di medicina interna dell’Università di Lubecca in Germania, e coautore dello studio.

Negli ultimi anni, la perdita di sonno che caratterizza lo stile di vita sulle 24 ore delle moderne società si è sempre più dimostrata un fattore comportamentale in grado di nuocere alla salute metabolica. In particolare, un riposo breve, irregolare o di scarsa qualità si associa spesso a obesità o alterazioni del controllo glicemico.

«Per spiegare l’associazione, gli studi sull’argomento ipotizzano diversi meccanismi» riprende il ricercatore, citando in particolare il coinvolgimento delle vie neuroendocrine che controllano l’omeostasi energetica e l’assunzione di cibo, oppure la regolazione periferica della funzione degli adipociti, anch’essa sensibile alla carenza di sonno. Per chiarire l’argomento Schmid e colleghi hanno passato in rivista gli studi sul nesso di causalità tra perdita di sonno e disturbi del metabolismo, ponendo l’accento sui potenziali meccanismi fisiopatologici alla base del legame tra le due condizioni, che potrebbero delineare nuove strategie per la prevenzione e il trattamento delle malattie metaboliche.

«Una prova dello stretto rapporto tra sonno di breve durata e obesità viene da una metanalisi su 17 studi e 600 000 adulti: i risultati mostrano un aumentato rischio di obesità in chi dorme meno di 5 ore al giorno» riprende il ricercatore, ricordando che risultati analoghi arrivano da studi sui bambini, da cui emerger il legame tra sonno breve, sotto le 10 ore al giorno, e obesità infantile.

Ancora più forte è l’associazione tra durata del sonno e diabete di tipo 2, come dimostrano i risultati del primo studio National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES I) cui hanno preso parte 9000 americani seguiti per circa 10 anni: anche in questo caso una durata del sonno inferiore a 5 ore per notte aumenta il rischi di diabete del 57 per cento, anche dopo aggiustamento per covariate come attività fisica, depressione, consumo di alcol, etnia, istruzione, stato civile ed età. «In sintesi, dagli studi osservazionali emerge un forte legame tra perdita di sonno e caratteristiche metaboliche negative, con un’associazione causa-effetto sostenuta da un numero crescente di meccanismi fisiopatologici diversi» dice Schmid. E conclude: «Gli studi in corso e quelli futuri diranno se gli interventi per migliorare la durata e la qualità del sonno potranno prevenire o addirittura curare di disturbi metabolici. Nel frattempo i medici possono raccomandare ai loro pazienti un sonno di durata sufficiente nel giusto momento della giornata».

The Lancet Diabetes & Endocrinology, Early Online Publication, 25 March 2014

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